Serie TV

Boris 4

  • Commedia

Produzione

Lorenzo Mieli per The Apartment, società del gruppo Fremantle.

Anno

2022

Una serie di

Giacomo Ciarrapico & Luca Vendruscolo

Regia di

Giacomo Ciarrapico & Luca Vendruscolo

Sceneggiatura

Giacomo Ciarrapico & Luca Vendruscolo

Distributore

Disney+

Cast

Luca Amorosino, Giulia Anchisi, Valerio Aprea, Massimiliano Bruno, Ninni Bruschetta, Raffaele Buranelli, Aurora Calabresi, Paolo Calabresi, Astrid Casali, Antonio Catania, Eugenia Costantini, Carolina Crescentini, Cecilia Dazzi, Massimo De Lorenzo, Giordano De Plano, Alberto Di Stasio, Caterina Guzzanti, Corrado Guzzanti, Angelica Leo, Andrea Lintozzi, Emma Lo Bianco, Jerri Mastrodomenico, Francesco Pannofino, Lucio Patanè, Cristina Pellegrino, Maurizio Pepe, Edoardo Pesce, Giuseppe Piromalli, Alessio Praticò, Karin Proia, Andrea Purgatori, Carlo De Ruggieri, Andrea Sartoretti, Pietro Sermonti, Alessandro Tiberi, Giorgio Tirabassi e Nina Torresi.

Sinossi

Boris. Sono passati più di dieci anni e tutto è cambiato. La morente tv generalista – con i suoi medici buoni e le paternali contro la droga – è ancora più morente e perfino René e i suoi amici ora lavorano per una Piattaforma globale. La serie che René deve girare stavolta è Vita di Gesù, da un’idea di Stanis La Rochelle. Che non solo vestirà i panni del protagonista, notoriamente morto a 33 anni quando lui ne ha 50, ma anche quelli di produttore, con la sua SNIP (So Not Italian Production). Stanis l’ha fondata con Corinna, che da qualche anno è anche sua moglie. La scrittura di Vita di Gesù è stata affidata ai soliti tre sceneggiatori. Coproduttore e organizzatore è Lopez, che, in pensione dalla Rete, si è reinventato produttore con la sua QQQ (Qualità, Qualità, Qualità).  L’occasione da non lasciarsi sfuggire è che la Piattaforma europea più importante sta seriamente prendendo in considerazione il progetto ma, prima del via libera definitivo, serve l’approvazione delle sceneggiature (il “lock”) da parte dell’Algoritmo. Tutto sembra procedere bene ma cosa comporterà lavorare sotto questo nuovo padrone? René saprà approfittare della nuova occasione per girare una serie finalmente di qualità, ma soprattutto i nostri sapranno adattarsi al mondo che è cambiato così rapidamente?

Note di regia

Fare una nuova stagione di Boris senza Mattia ci sembrava una follia. È parte di noi e della serie. Ma quando Lorenzo ce lo ha proposto ci abbiamo pensato. E abbiamo ripercorso il cazzeggio fatto con lui su un’eventuale nuova stagione. E gli appunti ci hanno fatto ridere e commosso. Noi l’abbiamo fatta e speriamo con tutto il cuore che a lui piaccia.

L’Italia è l’esatto contrario di re Mida: tutto quello che tocca diventa merda.
Boris dieci anni dopo…
Ci siamo domandati “è ancora possibile raccontare le vicende di una troupe che gira una tradizionale fiction nazionalpopolare nel 2022? Ha ancora impatto satirico? Coglie l’aria dei tempi?”. La nostra risposta è stata che dovevamo cambiare. Per conservare la natura intima di Boris dovevamo avere il coraggio di cambiare molte cose. Quando Boris è nato raccontava le scalcinate vicende di René e dei suoi, condannati a fare “la tv più brutta del mondo nel paese più televisivo del mondo”. Quando Boris - La serie vide la luce la tv generalista era al suo apogeo. Da pochi anni era apparso il “Grande Fratello” che era la dimostrazione della massima potenza di quel modello, basato sull’“appuntamento”. E in Italia il premier era un tycoon televisivo. Parlare di tv voleva dire automaticamente parlare dei meccanismi del mondo, fare satira. Ma negli ultimi dieci anni il panorama è molto cambiato. La tv ha perso moltissimo del suo potere e non è più il centro della comunicazione. Oggi nella fiction si parla di grande successo per numeri che dieci anni fa sarebbero stati ridicoli. Due cose fondamentali sono accadute: il peso si è spostato dall’appuntamento ai contenuti e poi questi nuovi contenuti hanno dovuto dotarsi, possibilmente, di un appeal internazionale.  E questo è successo per il progressivo imporsi in tutto il mondo delle piattaforme, vasi di pandora di ogni possibile contenuto, cui si può accedere in qualsiasi momento.
Non serve spiegare che questo ha cambiato tutto.
E in Italia? È successo anche da noi, ma con alterne fortune, perché per misteriosi motivi non riusciamo a stare al passo con le produzioni straniere. Almeno per quanto riguarda la fiction in Italia siamo come Re Mida all’incontrario, tutto quello che tocchiamo si trasforma in merda. Boris nel 2022 poteva ancora attaccare la buona vecchia tv per famiglie, tranquillizzante e intimamente “democristiana” (dato che quella tv si fa ancora, non è affatto sparita)? La risposta che ci siamo dati è che sarebbe stato come sparare sulla Croce Rossa. Di qui la necessità di cambiare alcuni assunti di base, di rinnovare la sfida. Sia la nostra – come autori – sia quella cui sono chiamati i personaggi.  In qualche modo dovevamo far approdare i nostri improbabili protagonisti nel salotto buono della produzione internazionale di oggi: la Piattaforma.
Non è stata una sfida facile. Dovevamo dare a tutti i personaggi un’evoluzione plausibile. Per non parlare del lutto che ha tristemente colpito il cast: la dipartita nel 2019 anche dell’insostituibile e meravigliosa Roberta Fiorentini, Itala. E invece anche di quello abbiamo dovuto in qualche modo parlare. In una sitcom.
Si possono fare tutti questi cambiamenti e non scontentare tutti? Non lo sappiamo, ma ci abbiamo provato.

Questo sito prevede l‘utilizzo di cookie. Continuando a navigare si considera accettato il loro utilizzo. Ulteriori informazioniOK