DOV’È LA FIESTA?
Film
- Commedia
Fin da bambino ho cercato il lato ironico delle cose, forse come forma di difesa, forse come modo per affrontare la complessità della vita.
Con DOV’È LA FIESTA? ho voluto trasformare in commedia il furto della mia auto nuova appena arrivata a Roma. La macchina non l’ho mai ritrovata, ma da quelle peripezie sono nati un amore e questo film. Volevo raccontare le inquietudini di una generazione che fatica a costruire certezze in un presente instabile: la precarietà, le assurdità della burocrazia, la paura di amare e di esporsi. Ma soprattutto volevo raccontare come, anche nei momenti di smarrimento, possa nascere qualcosa di inatteso.
DOV’È LA FIESTA? è una commedia romantica all’italiana. O forse dovrei dire alla toscana. Credo nella forza di un cinema capace di divertire e allo stesso tempo lasciare qualcosa, attraverso uno sguardo personale sulle cose e un’ironia mai volgare. Credo fortemente nell’importanza della sceneggiatura e della recitazione: essendo anch’io un attore, so quanto la cura e il tempo che si dedicano agli attori permettano loro di dare il meglio. Il lavoro di preparazione è stato fondamentale: due settimane in sala prove con tutto il cast hanno permesso di arrivare sul set avendo già costruito non solo i personaggi e le relazioni, ma anche le amicizie. Per questo poi il set è stato davvero una fiesta. Ho una passione per i ruoli secondari, pure per le comparse! Mi piace costruire attorno ai protagonisti un coro di figure capaci di amplificare e sostenere la storia, come succede nella vita, dove siamo tutti comprimari di un enorme film corale, e nessuno si muove senza incidere nelle vite degli altri. Per questo amo le divagazioni e le code scena, che svelano cosa succede quando i protagonisti se ne vanno. Cosa lasciamo nella vita degli altri, come ne veniamo influenzati? E quanto è salvifico ridere di quasi ogni cosa?
Niccolò Gentili