L’amica geniale – Storia del nuovo cognome

Serie TV
Regia di Note di regia
  • SAVERIO COSTANZO
  • ALICE ROHRWACHER
Anno
  • 2019
Durata
  • 8x50’
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Regia di
  • SAVERIO COSTANZO
  • ALICE ROHRWACHER
Anno
  • 2019
Durata
  • 8x50’
Cast
  • Margherita Mazzucco
  • Gaia Girace
  • Anna Rita Vitolo
  • Luca Gallone
  • Antonio Buonanno
  • Valentina Acca
  • Gennaro De Stefano
  • Giovanni Amura
  • Federica Sollazzo
  • Fabrizio Cottone
  • Eduardo Scarpetta
  • Francesca Pezzella
  • Ulrike Migliaresi
  • Christian Giroso
  • Francesco Serpico
  • Miriam D’Angelo
 
  • Giovanni Buselli
  • Elvis Esposito
  • Alessio Gallo
  • Rosaria Langellotto
  • Dora Romano
  • Pina Di Gennaro
  • Emanuele Valenti
  • Fabrizia Sacchi
  • Sarah Falanga
  • Imma Villa
  • Antonio Milo
  • Lia Zinno
  • Clotilde Sabatino
  • Matteo Cecchi
  • Giulia Mazzarino
  • Gabriele Vacis
  • Bruno Orlando

Sinossi

Gli eventi del secondo capitolo de L’amica geniale riprendono esattamente dal punto in cui è terminata la prima stagione. Lila ed Elena hanno sedici anni e si sentono in un vicolo cieco. Lila si è appena sposata ma, nell’assumere il cognome del marito, ha l’impressione di aver perso sé stessa. Elena è ormai una studentessa modello ma, proprio durante il banchetto di nozze dell’amica, ha capito che non sta bene né nel rione né fuori. Nel corso di una vacanza a Ischia le due amiche ritrovano Nino Sarratore, vecchia conoscenza d’infanzia diventato ormai studente universitario di belle speranze. L’incontro apparentemente casuale, cambierà per sempre la natura del loro legame, proiettandole in due mondi completamente diversi. Lila diventa un’abile venditrice nell’elegante negozio di scarpe della potente famiglia Solara al centro di Napoli; Elena, invece, continua ostinatamente gli studi ed è disposta a partire per frequentare l’università a Pisa. Le vicende de L’amica geniale ci trascinano nella vitalissima giovinezza delle due ragazze, dentro il ritmo con cui si tallonano, si perdono, si ritrovano. 



Note di regia
  • Ho cercato di prediligere il racconto assecondandone svolte e movimenti dei personaggi. Una trasposizione che tenta di riconsegnare agli spettatori le grandi scene del romanzo di Elena Ferrante da cui la serie è tratta. La recitazione, sempre in bilico, è alla ricerca di una densità e di una pienezza ogni volta animata dalle correnti contrarie e contradditorie che animano i suoi personaggi. La voce del racconto è la stesura di un libro. Una prima persona che accompagna lo spettatore dentro i pensieri più inconfessabili della protagonista. Una voce che ha la funzione anche di legare insieme il tempo del racconto con la stessa anarchica e sentimentale libertà delle pagine di un diario. Gli otto episodi vogliono essere parte di un unico racconto eppure la divisione tematica li differenzia per forma filmica e struttura narrativa, ispirandosi ogni volta ai mutamenti del corpo e agli stati d’animo delle protagoniste. L’immagine, la messa in scena, i colori della serie evolvono così e si modificano con l’avanzare della Storia.